| Lottava ogni giorno,ora al tramonto
col cielo rosso sopra di lui, posò sulla terra esausta,
la sua testa insanguinata bagnandola. Questa era il suo 31°
combattimento ed il suo oppositore era veloce.
La testa ricadde al
suolo mente tentava vanamente di svegliarsi. "Sei disposto
a dare il tuo sangue per il tuo paese?",gli chiese il suo maestro
visto che tutti coloro che poteva
chiamare a raccolta erano deboli."Sì, Maestro sono pronto rispose!"
L'incursione agli alloggi giapponesi
può essere fatta solamente in una notte senza luna.
E' tempo
di agire,incuranti delle piogge monsoniche che cadono su di loro
si prepararono alla battaglia. Quasi nudi,si immersero uno alla
volta in tamburi riempiti con petrolio nero... in silenzio. "Questa
può essere la mia ultima notte ognuno pensò!Si dettero
addio tra camerati e seguirono silenziosi il loro destino.
Strisciando si avvicinarono
sempre più vicino all'accampamento Giapponese; cullavano
i Bolos tra le braccia,i coltelli tra i denti. Due andarono incontro
alle guardie e due alle luci.... tutto in silenzio. I soldati a
riposo non seppero mai che cosa accadde nč cosa li colpì. Nella
nerezza dello sporco d'inchiostro,quello che si poteva sentire era
il Whoosh delle lame che attraversano e tagliano la carne; le maledizioni
gettate al nemico che è colto dal panico; il rantolo del
ferito a morte.
Una volta e un'altra ancora le lame dei filippini
colpirono la pelle dei loro nemici. Nel caos e nell'oscurità,
lui brancolò, sentendo il nemico dal vestito; colpendo quando
ne trovò uno.... cercandone un altro quando toccava pelle
nuda.Pugnalò e tagliò, impastando la fangosa terra
col sangue giapponese.
Tutto finì in una manciata di minuti,stette
in piedi, solo , guardando la strage di fronte a lui. La pioggia
si era fermata e l'accampamento bruciava lentamente. " Lotterò
finché il nemico è qui" pensò. "Se
io devo dare la mia vita che sia! "Si guardò intorno
e capì che questo era solo l'inizio,col suo bolo coperto
di sangue appeso al suo fianco pensò ai suoi antenati, pensò
ai primi filippini che versarono il sangue straniero. Digrignò
i denti, ripetè le parole dell'Escrimador antico che stette
in piedi vittorioso sulle spiagge di Mactan: "Noi siamo una
razza di guerrieri... non ci piegheremo ad alcun re, noi dobbiamo
fedeltà solamente alla nostra gente! " Questa libertà
della quale noi godiamo è il lascito dei nostri antenati...
i guerrieri della nostra arte antica... i Guerrieri di Kali!
da: Mandirigmang Kaliradman |